Di fronte all’ingresso della Ducea Nelson si estende un lussureggiante parco, diviso da un viale centrale che, in mezzo ai plurisecolari platani e agli eucaliptos (i primi introdotti in Sicilia), ospita un museo all’aperto di sculture in pietra lavica.

Le sculture furono realizzate direttamente nel parco, dal 27 settembre al 7 ottobre 1990, in occasione di un Simposio Internazionale di Scultura avente per tema "La Libertà", svoltosi nei locali del Castello Nelson. Tenace ideatore dell'iniziativa, patrocinata dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune, il brontese Prof. Nunzio Sciavarrello che si avvalse della collaborazione del Ce.p.i.s. e dell'Istituto per la Cultura e l'Arte di Catania. Il Simposio aveva «lo scopo di costituire il nucleo iniziale dell'unico Museo di scultura moderna all'aperto della Sicilia» e di «favorire la rinascita di quell'artigianato di scalpellini che in passato ha lasciato segni e forme di straordinaria bellezza nel centro storico» (così disse il sen. Pino Firrarello, allora Presidente del Comitato organizzatore). Sotto lo sguardo attento dei numerosi visitatori, nei dieci giorni del Simposio, furono realizzate sculture da grossi blocchi di pietra lavica trasportati dalle cave di Nicolosi, Belpasso e Bronte, direttamente sui prati in mezzo alla ricca vegetazione del Parco. Un vero laboratorio all'aperto organizzato in una delle aree pianeggianti del parco al quale parteciparono anche alcuni scalpellini del comprensorio etneo.

Fra le 19 opere realizzate, di varie dimensioni e diverso carattere espressivo, figurano sculture di artisti italiani e stranieri tra i più affermati e noti. Sotto lo sguardo attento di numerosi visitatori provenienti da varie località isolane, realizzarono loro opere scultori italiani che hanno ormai raggiunto un piano di notorietà che supera i confini nazionali e numerosi anche gli scultori internazionali.

Modificando la originaria collocazione, nel maggio del 2004, le sculture, sono state ricollocate secondo una nuova veste espositiva esaltata da un opportuno impianto di luci per la fruizione notturna. Qualche opera (es. "La farfalla" di basalto levigato realizzata da Giuseppe Pravato), è stata posta all'interno del nuovo "Museo della Pietra lavica e delle tradizioni artigiane ed agricole dell'Etna" inaugurato lo stesso mese.

Il luogo in cui si è svolta la perfomance di scultura è il Castello Nelson, complesso architettonico di notevoli dimensioni caratterizzato dalla presenza della Abazia di Santa Maria, nel cui perimetro si trovano stratificate strutture murarie che risalgono al 1040. L'originario impianto chiesastico promosso dal generale bizantino Giorgio Maniace fu integrato, ristrutturato e ampliato in vari momenti storici. Del 1173 è la realizzazione del convento voluto dalla regina Margherita di Navarra. L'Abazia nel secolo XIX fu trasformata in castello signorile dall'ammiraglio inglese Orazio Nelson il quale alla fine del sec. XVIII l'aveva avuta in dono dal Re di Napoli insieme al titolo di Duca di Bronte quale ricompensa per l'aiuto offerto nella repressione dei moti partenopei. Successivamente il complesso architettonico, con i terreni di pertinenza, andò in eredità ai visconti di Bridport e il 4 settembre 1981 venne acquistato dal Comune di Bronte.

Il primo nucleo del Museo è stato creato nell'area del parco antistante l'edificio ottocentesco con 18 delle 19 opere eseguite nel corso della performance. La collocazione è stata fatta all'aperto per rispettare un disegno plastico-formale che tiene conto degli equilibri ambientali del luogo.